PITTURA
Copyright © 2026 EMANUELE ZACCARI
• Anno: 2026
• Tecnica: Olio e pennarello su tela
• Misure: 70 x 50 cm
• La presente opera è tutelata dal diritto d'autore ed è vietata qualsiasi riproduzione senza il consenso esplicito dell'autore.
Attraverso la trasposizione dalla pagina di un giornale (del 1940, quindi artefatto arcaico) , le
parole originariamente contenenti significato vengono svuotate, quelli che rimangono sono segni
grafici che dal punto di vista strutturale serbano delle caratteristiche simili a quelli della parola, ma
in fin dei conti non significano, forse suggeriscono. La domanda che sorge spontanea è quanto
può effettivamente assomigliare il segno, la parola non-parola al vocabolo originario senza
ritenerne il significato?
Il lavoro fa parte di una serie di pagine di libro o di giornale decontestualizzate, scelte
principalmente per un valore estetico, private quindi della loro funzione originaria di veicolanti di
significato.
L’intenzione è di creare un segno che mima la parola senza ritenerne il significato, cosa rimane
della parola che ritiene (in parte) la sua struttura estetica ma perde l’universale (Russel) a cui si
riferisce?
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ll mio lavoro parte spesso dall’individuazione di immagini provenienti da diversi luoghi e periodi, riflettendo sui rapporti fra le differenti tecnologie mediatiche, passate e presenti, dalla stampa, fotografia e il video alle tecnologie di diffusione digitali e l’intelligenza artificiale. Trovo importante evidenziare e riflettere sulla presenza del “filtro digitale”, quell’ elemento sempre più presente fra noi e il fenomeno che percepiamo, che comporta a una fruizione derivata, non immediata, dell’immagine.
Mi interessa porre l’attenzione su elementi strutturalmente interni all’immagine ma che si distaccano da essa, ponendosi fra l’osservatore e il l’oggetto artistico, creando una distanza che può portare alla riflessione.
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